{"id":516,"date":"2025-09-04T09:14:00","date_gmt":"2025-09-04T07:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aidusa.it\/?p=516"},"modified":"2026-06-16T09:18:23","modified_gmt":"2026-06-16T07:18:23","slug":"appello-per-la-memoria-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aidusa.it\/?p=516","title":{"rendered":"Appello per la memoria di Gaza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-secondary-color has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\">La memoria \u00e8 per un popolo fattore di concreta identit\u00e0 cos\u00ec come lo sono gli spazi vitali che quel popolo occupa. Per questa ragione, pur consapevoli del fatto che nella drammatica situazione attuale le priorit\u00e0 contingenti e la sicurezza delle persone prevalgano su ogni altro aspetto, riteniamo utile e urgente preoccuparci anche della sorte degli archivi di Gaza e dei palestinesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-secondary-color has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph\">Gaza ha un ricco patrimonio culturale, frutto di una storia millenaria che l\u2019ha vista, tra l\u2019altro, sede per secoli del principale porto per l\u2019incenso, una delle sostanze pi\u00f9 preziose nell\u2019antichit\u00e0. Per tutelare questo patrimonio (pi\u00f9 di 300 edifici storici e circa 80 siti archeologici) nel 2019 \u00e8 stata predisposta una piattaforma digitale,&nbsp;<em>Kanaa<\/em>n, dal nome dei primi abitanti della Striscia, i Cananei. E ora Gaza chiede aiuto all\u2019ONU per salvaguardare ci\u00f2 che rimane della sua eredit\u00e0 culturale in quanto sia la Palestina che Israele hanno ratificato la Convenzione Unesco sulla protezione mondiale, culturale e ambientale, siglata a Parigi il 6 ottobre 1972.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-secondary-color has-text-color has-link-color wp-elements-3 wp-block-paragraph\">Dopo l\u2019attacco di Hamas del 7 ottobre 2022 inizia la rappresaglia israeliana: a quasi due anni possiamo affermare che il mondo sta assistendo in diretta alla tragedia del popolo palestinese, nonostante l\u2019uccisione di oltre 200 giornalisti gazawi e il divieto di ingresso nella Striscia per i reporters stranieri da parte dell\u2019esercito israeliano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-secondary-color has-text-color has-link-color wp-elements-4 wp-block-paragraph\">Oltre all\u2019immane perdita di vite umane, soprattutto donne e bambini, a essere colpito \u00e8 il mondo dell\u2019istruzione (distrutte tutte le undici universit\u00e0 e la quasi totalit\u00e0 delle scuole) e della cultura, tra cui spicca la distruzione dell\u2019Archivio centrale di Gaza, sventrato dalle bombe il 29 novembre 2023: una data questa che rimarr\u00e0 nella memoria anche per essere la giornata di solidariet\u00e0 internazionale con il popolo palestinese, indetta dall\u2019ONU nel 1977.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-secondary-color has-text-color has-link-color wp-elements-5 wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda i beni archivistici palestinesi, gi\u00e0 al momento della Nakba, la \u2018Catastrofe\u2019, cos\u00ec gli arabi chiamano l\u2019esodo forzato di 700.000 palestinesi dalla loro terra nel 1948, una grande quantit\u00e0 di documenti e manoscritti, oltre a 70.000 libri, erano stati sequestrati dall\u2019esercito israeliano e sono ora propriet\u00e0 della biblioteca nazionale di Israele. Nel 1982 si \u00e8 ripetuta in Libano la stessa dinamica con il sequestro dell\u2019archivio dell\u2019Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), nonch\u00e9 di altri istituti culturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-secondary-color has-text-color has-link-color wp-elements-6 wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 recentemente vi sono diverse testimonianze da parte di ricercatori israeliani che mettono in evidenza come molti documenti desecretati a partire dal 2000 siano stati trafugati e non siano pi\u00f9 a disposizione degli studiosi: a partire dal 1948 \u00e8 in corso un progetto teso a delegittimare l\u2019esistenza e leaspirazioni del popolo palestinese a una patria, come affermato dallo storico israeliano Ilan Papp\u00e9. Alla distruzione da parte delle forze armate israeliane delle testimonianze palestinesi di ordine artistico, di cui la recente distruzione della moschea Al Omari, sede di un antico tempio pagano e in seguito adibita a chiesa, costituisce un esempio emblematico, si \u00e8 sempre accompagnata la contemporanea distruzione o il sequestro delle fonti documentarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-secondary-color has-text-color has-link-color wp-elements-7 wp-block-paragraph\">Come studiosi e professionisti chiediamo quindi il rispetto delle Convenzioni internazionali in materia di tutela del patrimonio culturale, nei suoi vari aspetti, compreso quello archivistico che \u00e8 fondamentale per ricostruire la storia di una nazione e l\u2019identit\u00e0 di un popolo, difendendone la memoria. Gli archivisti sono consapevoli che anche le assenze documentarie sanno parlarci: sta a noi, donne e uomini della cultura e del dialogo, rompere il loro silenzio e interpretarlo per dare voce a chi, come i palestinesi, in questo momento voce non ha.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-secondary-color has-text-color has-link-color wp-elements-8 wp-block-paragraph\">Per queste ragioni AIDUSA fa proprio e condivide un appello che nasce dalla comunit\u00e0 scientifica e professionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La memoria \u00e8 per un popolo fattore di concreta identit\u00e0 cos\u00ec come lo sono gli spazi vitali che quel popolo occupa. 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